Da “Il Fatto Quotidiano” del 2 aprile. Senza commento.
Torino, sotto inchiesta gli appalti per le celebrazioni dell’Unità d’Italia
Gli investigatori indagano su una presunta turbativa d’asta nella gara per l’allestimento delle mostre “Stazione Futuro” alle ex Officine Grandi Riparazioni del capoluogo piemontese
Il business dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia finisce sotto la lente degli investigatori. Altri dubbi cadono sul mondo dell’organizzazione di eventi a Torino. Venerdì due persone sono state raggiunte da un avviso di garanzia mentre la Guardia di Finanza effettuava perquisizioni. Questi provvedimenti rientrano nell’inchiesta sulla presunta turbativa d’asta nell’appalto per l’allestimento delle mostre “Stazione Futuro” alle ex Officine Grandi Riparazioni. Gli indagati dal sostituto procuratore Cesare Parodi sono l’ingegner Silvano Cova, che presiedeva la commissione che assegnava gli appalti, e la dirigente comunale Magda Iguera, che ne faceva parte. Per tutta la mattina le Fiamme Gialle hanno cercato documenti nei due uffici del Comitato e in Comune, ma già da tempo seguivano la vicenda.
Il tutto nasce nell’autunno scorso da un procedimento del Tar del Piemonte sull’assegnazione dei progetti e dell’allestimento delle mostre nelle ex Ogr. A fine luglio 2010 il vicepresidente del “Comitato Italia 150” Alberto Vannelli aveva affidato l’incarico al miglior offerente, un raggruppamento temporaneo di imprese, composta da Gozzo Impianti, Codelfa, Bodino e guidate dalla Ed.Art srl.
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Circa un migliaio di manifestati neofascisti ha sfilato sabato scorso per le vie di Bolzano per rivendicare una pretesa “italianità” della città tirolese e per contestare l’accordo raggiunto dall’ottimo Presidente della Provincia Autonoma, Luis Durnwalder, con il ministro Bondi per nascondere il più possibile i monumenti fascisti – a partire dal Duce a cavallo (sigh!) in piazza del Tribunale.
A parte la triste considerazione che pare proprio vero che gli italiani non cambino mai – una manifestazione del genere ce la si poteva aspettare nel Ventennio – un accordo come quello andrebbe invece attuato anche per Torino, eliminando le statue, le lapidi e i monumenti del nazionalismo italiano, a partire dall’orribile composizione “al cavaliere d’Italia” di piazza Castello.
Di nuovo, dal Sudtirolo un bell’esempio di dignità e di attiva operosità portata avanti con coerenza e serietà. Altro che le balle dei “federalismi” padani.
Anche se non cita Torino e il Piemonte, un’interessante annotazione del critico milanese…
Roberto Arnolfo, Segretario per la città di Torino, e Patrice Abeille, Segretario Generale della Ligue Savoisienne, il 20 febbraio scorso ad Albertville alla festa nazionale della Savoia.

Mentre sui media si parla e si straparla dell’opportunità o meno di far festa il 17 marzo (data della proclamazione del Regno d’Italia) e si alimenta una polemica con chiari fini propagandistici al fine di far passare sotto silenzio decisioni importanti e di sostanza, il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha detto che il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato “l’attuazione del Piano Sud con una tabella di marcia precisa”.
Mentre il “federalismo” lumbard sia allontana sempre più le regioni meridionali – de facto sempre più a “regime particolare” – incassano un altro importante privilegio: dall’anno prossimo i soldi del Cipe confluiranno nel “Fondo unico per gli incentivi”, di cui ben l’85 % andrà alle regioni del Mezzogiorno. Altro che “federalismo fiscale” o “perequazione”!
La riforma degli incentivi per il sistema produttivo che il governo ha messo a punto per rilanciare l’economia scatterà dal primo gennaio 2012. Lo si legge nella bozza di 22 articoli che domani arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri. Le risorse saranno distinte per provenienza: statale, europea, regionale, proveniente da enti locali o da soggetti privati. Nel programma annuale saranno specificati gli interventi che riguardano in modo escusivo il mezzogiorno.
In questo modo tende a completarsi un regime di vantaggio per tutte le regioni dell’Italia meridionale, mentre il Piemonte sprofonda sempre più e le sue risorse continuano a essere drenate nel pozzo nero del “mezzoggiorno”: solo l’ottenimento dello Statuto di autonomia potrà mettere al riparo il Piemonte da vergogne di questo genere.
Alla fine il tanto sbandierato “federalismo fiscale” non riesce nemmeno a portare a casa il voto della Commissione Bicamerale per l’Attuazione del Federalismo fiscale. Quella che era stato venduto dalla Lega come la riforma del secolo non riesce nemmeno a convincere la maggioranza di governo (la più ampia nella storia repubblicana), mentre le Regioni autonome sono sempre più autonome e il Piemonte sempre più “schiavo di Roma”.
Riportiamo un interessante articolo del Senatore Marco Stradiotto, membro della Commissione Bicamerale per l’Attuazione del Federalismo fiscale, tratto dal sito di TrecentoSessanta.












